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05 Nov 2006 21:54
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Buona avventura!!!
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Inviato Maggio 24 2007, 19:58 Da Digital Snake® |
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| Battuto il Liverpool 2-1 (doppietta di Inzaghi e Kuyt): è la settima Coppa dei Campioni
ATENE, 23 maggio 2007 - Pippo Inzaghi trascina il Milan nella leggenda. Basta una deviazione quasi involontaria dello sciacallo dell'area di rigore alla fine del primo tempo e una rete macinata sul filo del fuorigioco nella ripresa per cambiarti la vita. Kuyt allo scadere regala una speranza, ma il Liverpool è battuto 2-1 alla fine di una partita scorbutica e brutta, ma poco importa. Inutile disquisire sulla qualità del gioco; dei blackout di Kakà e Seedorf: il Milan conquista la sua settima coppa dei Campioni e diventa il club più vincente al mondo.
LE SCELTE - Di dubbi non ne ha mai avuti. Filippo Inzaghi è la prima scelta in attacco di Carlo Ancelotti. La punta, supportata da Kakà e Seedorf, è il puntale dell'albero rossonero. La scelta del terminale offensivo è stato l'unica incertezza della vigilia. Così come Zenden ha tenuto sulle spine Rafa Benitez. Dopo calcoli notturni, il tecnico spagnolo opta per il 4-4-1-1, con la soluzione Gerrard a sopporto di Kuyt e proprio Zenden alla sinistra del centrocampo.
ROSSO LIVERPOOL - Partenza timida quella dei rossoneri. Più incisiva quella del Liverpool. E' un gioco molto frammentato, dove il Milan accentua un timore riverenziale incomprensibile, dettato probabilmente dalla paura. Non a caso la prima vera occasione è dei britannici al 10', con un diagonale di Pennant che scalda le mani a Dida. Segnale evidente che i Reds ci sono. Non è solo una questione cromatica. Il Liverpool gioca con la difesa alta e copre bene tutti gli spazi impedendo al Milan di mantenere il possesso del pallone. Di rossonero una verticalizzazione di Pirlo che Inzaghi non aggancia al limite e un tiro angolato di Kakà, facile preda di Reina. Milan a piccoli sorsi. Liverpool che in contropiede sa disorientare l'avversario.
PIPPO E IL SENSO DEL GOL - Chi ha in mente la gara di ritorno con il Manchester soffre già di nostalgia. Al 27' Xabi Alonso sfiora il palo dal limite, sfruttando un'apertura che taglia in due la difesa del Milan. Benitez ai punti è già in vantaggio su Ancelotti. Azzeccate alcune mosse: da fulmine-Pennant, che può usufruire dei larghi spazi concessigli da uno sperduto Jankulovski, a Mascherano che limita il furore di Kakà. Conviene però chiedersi che fine abbia fatto Seedorf, anonimo e impalpabile. In assenza dell'olandese sono classe e caparbietà di Pirlo a regalare attimi di buon calcio. Pochi segnali anche da parte di Gerrard, l'uomo più atteso del Liverpool. Detto questo, lo spettacolo è mediocre; blindato in un tatticismo esasperato, gestito con naturalezza dal Liverpool, sicuramente più ispirato del Milan. Ma il calcio è fatto di momenti: basta una punizione di Pirlo deviata casualmente in rete da Inzaghi con un braccio, ma sempre al posto giusto al momento giusto, a bucare Reina; un gol (il 41° in Champions del bomber) che apre nuovi scenari e una ripresa facile da immaginare.
BRIVIDO FINALE - Incursione in campo di un invasato a parte, il secondo tempo regala un Milan più tenace e operaio, che preferisce badare al sodo. Con il pressing più alto i rossoneri tengono a bada il Liverpool, che al 14' cambia Zenden (perché ha giocato?) con Kewell. Inglesi più offensivi, anche se costretti a subire le accelerazioni di Kakà su cui non vengono risparmiate le maniere forti. Ma occorre tenere alta la guardia e quando Gattuso al 18' fa cilecca, ci deve pensare Dida a salvare sul diagonale di Gerrard già con l'urlo in gola. Benitez gioca il tutto per tutto e toglie Mascherano per Crouch; Ancelotti inserisce Kaladze per Jankulovski. E' gara rognosa; rognosa come il Liverpool, ma è evidente che su entrambi i fronti non c'è più benzina. Per Inzaghi invece no; la sua riserva garantisce ancora un guizzo sul sontuoso assist di Kakà. Quello che gli permette di evitare Reina in uscita e segnare il 2-0. Inzaghi esce per Gilardino, Finnan lascia ad Aberloa e al 44' è Kuyt a infilare di testa. Finale drammatico, ma i 3' di recupero vengono gestiti con tranquillità dai rossoneri che con il possesso di palla centrano il trionfo. Istanbul è cancellata.
Ancelotti: "Ce lo meritiamo" - Berlusconi: "E' l'era di Carlo"
Il tecnico rossonero commosso dopo la partita: "A novembre avremmo potuto sfasciarci, ora siamo campioni d'Europa". E il presidente scherza: "Adesso sarà lui a dirci quanto vuole restare. E a Pippo avevo predetto la doppietta"
ATENE, 23 maggio 2007 - "A novembre potevamo sfasciarci, ora siamo campioni d'Europa. Il calcio è questo". Carlo Ancelotti sintetizza così la straordinaria vittoraia del Milan nella finale di Atene. Dopo aver a lungo vagato per il campo, ebbro di gioia e con la commozione ben visibile sul volto, il tecnico rossonero analizza con lucidità la serata e la stagione della sua squadra. "Questo successo è stato costruito sul momento di difficoltà che abbiamo vissuto all’inizio della stagione. Me lo godo più di quanto non abbia fatto nel 2003, perché ad agosto avevamo iniziato con tante incertezze e le certezze le abbiamo trovate giorno dopo giorno. La mia è una gioia da condividere con tutte le persone che mi vogliono bene, con i tifosi e la famiglia. Perché alla fine si lavora e si cerca di vincere proprio per vedere la felicità di chi ti sostiene".
CONCRETEZZA - Ancelotti è molto onesto quando commenta ciò che si è visto nei 90' dell'Olimpico: "Non è stata una partita spettacolare, si è trattato sicuramente della gara più difficile che abbiamo affrontato nel nostro cammino. Il Liverpool è così, è una squadra che non ti fa giocare, che ti aggredisce. Noi siamo stati bravi e attenti a sfruttare le occasioni. Solo nel finale abbiamo davvero sofferto l'altezza di Crouch e le palle inattive. Ma abbiamo avuto l'umiltà di ripartire in contropiede. Devo ringraziare tutti i ragazzi. Maldini, che ha stretto i denti, e tutti gli altri, soprattutto quelli che non sono scesi in campo. Hanno accettato tutti le mie scelte con serenità, posso dire che stasera avrebbero potuto fare bella figura più di undici giocatori.
CONFERMA - Arriva Berlusconi e subito c'è un siparietto. "Ora sarà Carlo a dirci quanto vuole rimanere - dice il presidente rossonero -. Scherzi a parte, il Milan è una grande famiglia. Con Ancelotti ho avuto qualche divergenza tattica, ma ci vogliamo bene. Se inizierà la sua era? E' già cominciata da un pezzo... Avevo coniato uno slogan: saremo più forti dell’invidia dell’ingiustizia e della sfortuna. Questo successo riscatta la penalizzazione avuta in campionato, che ho sempre ritenuto ingiusta, e soprattutto riscatta Istanbul, che ci era rimasta sullo stomaco. Nella consueta telefonata della vigilia, avevo predetto a Pippo Inzaghi che avrebbe fatto due gol. Mi congratulo con lui, non mi ha smentito. Ora rinforzerò la squadra con un grande acquisto. Buffon? No, lo ripeto. Abbiamo Dida, ha dimostrato di essere un grande portiere". Berlusconi è entusiasta del fatto che Milano sia la capitale del calcio europeo: "Viva l'Inter, viva il Milan - si lascia andare -. Più che telefonare io a Moratti, credo che Moratti debba chiamare me...".
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Inviato Aprile 22 2007, 15:38 Da Digital Snake® |
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| Battendo il Siena 2-1 (doppietta di Materazzi e gol del momentaneo pareggio di Negro) i nerazzurri conquistano il 15° scudetto della loro storia. A Milano esplode la festa
MILANO, 18 aprile 2007 - L'Inter è campione d'Italia. Per la quindicesima volta nella sua storia. Uno scudetto conquistato con cinque giornate di anticipo, con una sola sconfitta. Lo scudetto dei record. Come e più di quello del 1988-89, l'ultimo tricolore conquistato sul campo. Prima di quello dell'anno scorso, arrivato a tavolino. Un dominio assoluto. Il cielo è nerazzurro.
È lo scudetto di Massimo Moratti. Presidente, magnate, papà nerazzurro. Ma soprattutto tifoso. Ha speso tanto, dal 1995. Soldi, emozioni. Tutto per arrivare alle 16.45 di stasera, al triplice fischio finale di Siena-Inter. Per godersi un trionfo strameritato. Perchè chi ha sofferto tanto sa gustare più profondamente la vittoria. Per guardare tutti dall'alto. Per vedere San Siro vestito di nerazzurro. Per continuare la tradizione familiare di successi.
È lo scudetto di Roberto Mancini. Un passato da grande giocatore. Un presente da grande allenatore. Invidiato. Discusso. Ma capace di vincere, anzi di stravincere, e di farlo con il gioco sempre come filo conduttore. Forte nel gestire un gruppo di tanti campioni, ma capace di tendere la mano a chi ha sbagliato (vero Adriano?) senza anteporre l'orgoglio al buon senso. Forte delle proprie idee. Capace di parlare senza dover per forza usare il "politichese".
È lo scudetto dei giocatori. Perchè in campo ci vanno loro. E quindi merito alla vecchia guardia, a Zanetti, a Materazzi, che in campo ci hanno messo l'esempio, e fuori la faccia. E non da oggi. Merito ai nuovi acquisti, decisivi per compiere il salto di qualità. Alle sorprese come Maicon, alle conferme come Vieira, e al campione consacrato in nerazzurro. Indovinato: parliamo di Ibrahimovic. Talento cristallino diventato continuo, genio che ha saputo ridurre la sregolatezza, attaccante illuminato diventato spietato goleador.
È lo scudetto dei tifosi. Innamorati. A prescindere. Nelle gioie e nei (passati) dolori. Si sono cementati nelle delusioni, sfogati in pomeriggi e serate amare. È l'ora del riscatto. Della liberazione. Dell'orgoglio. Della gioia sfrenata. Perchè è scudetto. Perchè per loro nerazzurro è sempre stato sinonimo di bello. Ma da stasera lo è ancora di più. C'è più gusto ad essere interisti.
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Inviato Marzo 18 2007, 08:45 Da Digital Snake® |
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| Il finlandese felicissimo per il trionfo in Australia: "Fine settimana perfetto, la F2007 è andata benissimo, bello tornare a sentire il mio inno, quello italiano lo sentivo spesso l'anno scorso..."
MELBOURNE (Australia), 18 marzo 2007 - "Vincere alla prima gara con la Ferrari è fantastico. La macchina è stata perfetta". Si gode il trionfo Kimi Raikkonen. Il finlandese, erede di Michael Schumacher in Ferrari, porta al successo la F2007 al debutto nel Mondiale e torna a vincere dopo quasi un anno e mezzo di digiuno. E anche Schumi a fine gara lo ha chiamato per complimentarsi. "È stato un fine settimana fantastico. Tutto ha funzionato alla perfezione - ha detto Raikkonen - la macchina è andata benissimo, non abbiamo avuto alcun problema. È una bella sensazione tornare a vincere. La squadra è stata fantastica".
GARA NON FACILE - "Mi ha chiamato Michael per farmi i complimenti - ha proseguito Kimi - la gara non è stata così facile come può essere sembrato dall'esterno, anche perché, poco prima della partenza, si è guastata la radio rendendo quasi impossibile parlare con il muretto. Però avevamo preparato con attenzione la corsa e sapevo quello che dovevo fare ma, in alcuni momenti, è stato piuttosto difficile. Non ho sempre spinto al massimo ma ho cercato di adattare il mio ritmo alla situazione della gara. Ho corso senza grosse pressioni. È stata una giornata fantastica. Vincere la prima gara mi dà molta carica, a livello personale e psicologico. È stato tutto perfetto e devo ringraziare la squadra".
IN CONTROLLO - Raikkonen ha controllato il GP dal primo all'ultimo giro, grazie a una F2007 che aveva un passo superiore alle rivali. "Ho potuto controllare i rivali - ha spiegato il finlandese - poi ho rallentato il ritmo. Alla fine ho commesso anche un errore arrivando lungo in curva. Non ero sotto pressione e ho perso un po' di concentrazione. Era da tanto che non vincevo ed è bello esserci riuscito alla prima gara della stagione. Qui inoltre non avevo mai fatto grandi gare. Vincere con la nuova macchina e le nuove regole è la maniera ideale per iniziare il Mondiale. È stato bello tornare a sentire l'inno del mio Paese sul podio dopo un po' di tempo: devo dire che quello italiano lo avevo sentito spesso l'anno scorso... La macchina è molto forte e nella squadra c'è una grande atmosfera. Ora dobbiamo lavorare per migliorare".
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Inviato Ottobre 29 2006, 15:28 Da Digital Snake® |
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| Clamoroso epilogo del campionato MotoGP: al 4° giro Valentino finisce nella sabbia. Riparte ma la rimonta non gli riesce. Vince la Ducati di Bayliss, lo statunitense è iridato
VALENCIA (Spagna), 29 ottobre 2006 - Nicky Hayden è il nuovo campione del mondo della classe MotoGP, Valentino Rossi gli ha regalato il titolo cadendo al 4° giro del GP della Comunità Valenciana che ha chiuso la stagione. Nel modo più inaspettato e atroce per milioni di tifosi italiani. Ma chiariamolo subito, Nicky Hayden è campione in modo assolutamente meritato.
E’ vero, lo statunitense non ha scaldato i cuori degli appassionati, ha vinto solo due GP. Oggi poi è stato bastonato dalle Ducati di un incredibile Troy Bayliss, vincitore da rimpiazzo di Sete Gibernau, e di Loris Capirossi. Però ha fatto più punti, si è fatto trovare pronto quando Rossi ha avuto sfortuna all’inizio dell’anno. E’ stato costante, ha rischiato di perdere per colpa del suo compagno di squadra che a Estoril due settimane fa lo ha tirato giù. Oggi ha cambiato la sua vita sfruttando un inaspettato errore del nostro campione al 4° giro. E’ campione, senza ombre, senza se e senza ma.
Ci permettiamo di dire che campione lo resta anche Rossi. Oggi ha subito uno smacco e una delusione che non dimenticherà mai. Ma negli occhi di tutti resterà ugualmente la meravigliosa rimonta che dal Mugello all’Estoril lo ha portato a ribaltare l’esito di una stagione che non ne ha mai voluto sapere di essere totalmente sua. Aveva l’ottavo titolo in mano, lo ha buttato via ma per tutti resta il più forte. Lo dicono i numeri, perché di gare ne ha vinte 5. Lo dice il modo in cui ha tenuto in vita questo campionato. Perdere così brucia ma nulla toglie al suo sconfinato valore. E la stretta di mano a fine gara al rivale campione è il segno della sua maturità: Hayden non gli ha rubato nulla.
In questo incredibile epilogo passa un po’ in secondo piano la bellissima storia di Troy Bayliss che chiamato a rimpiazzare Gibernau si è permesso il lusso di vincere davanti al più che titolare Loris Capirossi. I due delle rosse hanno dominato la gara, Hayden gli è rimasto solo in scia, avvisato dai box sull’eventuale rimonta di Valentino. Un gran finale per la moto italiana, quest’anno quattro volte sul gradino più alto del podio e già attesa protagonista della prossima stagione. Già attesa come la grande rivincita che vorrà prendersi Rossi.
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Inviato Settembre 10 2006, 14:19 Da Digital Snake® |
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| Il tedesco dopo la vittoria del GP d'Italia che lo porta a ridosso dello spagnolo Alonso (ritirato) annuncia che lascerà le corse, ma non la casa di Maranello. Sul podio Raikkonen e Kubica
MONZA, 10 settembre 2006 - Ha vinto Michael Schumacher, nel suo giorno più lungo. Dopo il trionfo che lo porta a -2 da Alonso nella corsa mondiale, ha annunciato che lascerà le corse, ma non la Ferrari. In un ruolo ancora da definire. Contemporaneamente la casa di Maranello ha annunciato che i piloti del 2007 saranno Felipe Massa (confermato fino al 2008) e Kimi Raikkonen, oggi sul podio.
Tornando al Mondiale, tutto è ancora da giocare. Fernando Alonso ha rotto il motore a 9 giri dal termine ed è stato costretto al ritiro. Ma non basta, per i cuori ferraristi. Perché alle spalle di Michael, nel GP d’Italia, ha chiuso Kimi Raikkonen, futuro pilota di Maranello, che ha firmato fino al 2009. Manca solo Massa nella festa monzese, ma il brasiliano ha avuto una corsa un po’ movimentata (compresa una foratura) e ha concluso nono. Sul podio è salito così Robert Kubica con la Bmw-Sauber, un risultato meritatissimo. Si riparte dalla Cina, tra 15 giorni, con soli 2 punti tra lo spagnolo della Renault e il tedesco della Ferrari. E la rossa che tra i costruttori passa davanti con 6 lunghezze di vantaggio.
LA CRONACA - Al via scatta bene Raikkonen, meno Schumi che viene passato da Heidfeld che però infila subito alla prima chicane. Dietro Alonso risale veloce fino alla sesta posizione dietro a Button, dopo un sorpasso allo stesso Heidfeld con corollario di salto della variante che fa alzare qualche sopracciglio. Dopo un paio di tornate la faccenda si stabilizza con Kimi e Michael in fuga, un ottimo Kubica che precede Massa, poi il duo Button-Alonso. Al 10° giro il primo ritiro della corsa: è Nico Rosberg con la Williams, sembra una sospensione posteriore ko. I due davanti girano a un ritmo insostenibile per tutti e infatti dopo una decina di giri il distacco di Kubica e compagnia supera già i 10”. La prima sosta per rifornimento e cambio gomme è di De la Rosa (in quel momento ottavo) al 14° giro. Nella tornata seguente tocca al suo compagno Raikkonen e così Schumi può andare in testa. Alla fine della tornata numero 17 è il momento di Micheal che quando esce è davanti al finlandese della McLaren, con il sorprendente Kubica al comando della corsa. Al 19° giro entrano in coppia Massa e Alonso. Poi Button e infine, dopo ben 22 giri, Kubica. Al 25° giro drive-through per Heidfeld (eccesso di velocità nella corsia box) che era davanti ad Alonso e così gli libera una posizione. Due giri dopo si ferma per l’unica sosta Fisichella (era terzo). All’inizio del 32° giro un piccolo lungo di Schumacher alla prima chicane consentiva a Raikkonen di guadagnargli un secondo. Al giro 39 Raikkonen entra per la sua sosta conclusiva ed esce ancora secondo. Al 40° è il turno di Schumi che, grazie a uno stop più breve, guadagna terreno a Kimi. E anche di Massa. Mentre l’emozione più grande arriva al 42° giro: Kubica e Alonso entrano ai box insieme, ripartono affiancati nella corsia e poi Fernando ha il sopravvento con entrambi davanti a Massa. Ma poco dopo lo spagnolo rompe clamorosamente il motore, Massa finisce sul suo olio e va lungo per poi forare la gomma anteriore destra. Entra ai box per cambiarla e perde un sacco di posizioni. Il resto è una passerella trionfale di Schumi. Raikkonen tira i remi in barca e chiude a 8”, Kubica si gode un podio super. In zona punti finiscono anche Giancarlo Fisichella con la Renault, le due Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello, Jarno Trulli (Toyota) e Nick Heidfeld (Bmw-Sauber). Massa è nono. Ci si rivede a Shanghai.
Michael: "Lascio, è il momento"
Il tedesco spiega così il ritiro a fine anno: "Dovevo trovare l'attimo giusto, è questo. Ringrazio tutti, la mia famiglia, i miei ex compagni di squadra. Di questo sport ho amato tutto"
Un momento commovente. Storico. E surreale. Nel momento in cui Michael Schumacher tagliava - vincendo - il traguardo del GP d’Italia, in sala stampa una rappresentante della Ferrari distribuiva due comunicati stampa. Il primo annunciava la formazione per il 2007 e oltre, con Kimi Raikkonen e Felipe Massa. Il secondo riportava le parole dello stesso Schumi. Che lascia il volante per sempre. Uno scritto ufficiale, superato immediatamente dall’emozione e dallo sguardo di Michael nella conferenza stampa successiva al podio.
“E’ un giorno molto speciale per me – ha esordito con la voce fragile -, per tutto quello che è successo in gara, per il Mondiale, per i tifosi. Mi dispiace, dovevo trovare il momento giusto ed è questo: è l’ultima mia corsa a Monza e a fine anno lascio la F.1. Ho attraversato 30 anni di gare e ho amato tutto, i momenti belli e quelli brutti che hanno reso la mia vita unica. Ringrazio i miei genitori, in particolare mia mamma che non c’è più. E poi mia moglie e Corinna e i miei figli, mi hanno dato la forza di fare quello che ho fatto”.
“Grazie anche ai compagni di strada che ho avuto in F.1 – prosegue -. Alla Benetton prima e alla Ferrari poi, ho avuto tanti amici e gente in gamba con cui ho lavorato ed è davvero dura lasciarli. Sono grandi. Ma un momento per smettere prima o poi deve arrivare e adesso è arrivato. Ho preso la decisione intorno a Indianapolis, in un frangente in cui era importante anche per il mio compagno Massa, che è davvero bravo. Si decideva anche il suo futuro e non era giusto che perdesse una buona occasione per il futuro”.
Resta la lotta al titolo contro Alonso, ora più che mai. “Devo concentrarmi sul mondiale e non vedo l’ora di provare a vincerlo”. Intanto fuori, davanti ai maxischermi, una folla trabocchevole assisteva all’addio del suo idolo. Mentre raccontava le sue emozioni si sentivano enormi boati. E forse qualcuno avrà avuto anche il groppo in gola.
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Inviato Agosto 21 2006, 09:10 Da Digital Snake® |
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| Eccomi qua.. ahimè di ritorno dalle ferie
Vacanze andate più o meno bene..diciamo che praticamente al mare non ci sono andato mai causa mal tempo che se n'è andato gli ultimi 2 o 3 giorni chiudendo con una grandinata allucinante...
Ecco alcune foto di casa mia..situata in una zona poco colpita, se pensiamo che da altre parti cadevano chicchi di grandine grandi come palline da tennis provocando danni immensi... molti miei amici e parenti non hano avuto la macchina solamente danneggiata..ma in alcuni casi anche distrutta!
Meno male.. me la sono cavata con molta fortuna..seppur molto forte la digimobile no ha subito nemmeno un graffio
Da aggiungere che mi sono fatto delle mangiate spettacolari! Tra cui gli arrosticini, spiedini di carne di pecora tipici di chieti cotti su particolari griglie fatte appositamente... qui di seguito la foto della cottura, un bel piatto pronto..e il mio piatto a metà cena.. dopo una trentina di arrosticini
Dicevo del mal tempo..per fortuna mi sono portato qualche passatempo in vacanza..per ovviare a imprevisti del genere..dato che molto tempo sono stato costretto a passarlo a casa. Appena arrivato ho individuato vicino al casello dell'autostrada un negozio di strumenti musicali, che ho subito visitato..e di cui sono diventato subito cliente! Ecco infatti il mio nuovo acquisto, un bel violino elettrico!
Beh.. adesso sono tornato a casa.. primo giorno di lavoro.. la voglia ce l'ho sotto a piedi.. tra l'altro ieri sera ho passato quasi tutta la nottata a cercare di far uscire un pipistrello che era entrato a casa mia.. impresa difficile perchè continuava a svolazzare per la mia casa senza volerne sapere di uscire... in compendo sono riuscito a fargli qualche foto.. è veramente carino!
Ci ho pensato dopo..ma potevo fargli una foto vicino al modellino della batmobile
Eccolo appeso sul mio stendipanni..voleva dormire li!!
Poi quando ha capito che li non ci poteva stare.. ha pensato bene di scegliere l'attaccapanni
Eccolo mentre svolazza nella mia cameretta.. non sapevo se tenere la luce accesa o meno
Ed ecco dei primi piani.. non sono riuscito a prenderlo dal davanti
Veramente carinissimo, praticamente un topolino con le ali! Avrei voluto tenerlo..ma non sapevo come tenerloi, dove e come nutrirlo..così alla fine ho preferito lasciarlo libero 
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Inviato Luglio 09 2006, 21:16 Da Digital Snake® |
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| CAMPIONI DEL MONDO!

Ci incoronano i rigori
L'Italia batte la Francia 6-4 ai rigori. A segno nel primo tempo Zidane su rigore e poi Materazzi. Poi traversa di Toni e rosso a Zidane. Dal dischetto sbaglia Trezeguet, decisivo Grosso
BERLINO (Germania), 9 luglio 2006 - Pirlo sì, Wiltord anche, Materazzi sì, Trezeguet traversa, De Rossi sì, Abidal anche, Del Piero sì, Sagnol sì, Grosso sì. L'Italia è campione del mondo. Una frase che a scriverla fa tremare la mano e accapponare la pelle.
Campione del mondo. Nella notte di Madrid Nando Martellini lo scandì con la voce rotta dall'emozione per tre volte di seguito. Il miracolo si ripete 24 anni dopo sotto il cielo di Berlino in una serata di calcio sudato, in cui gli azzurri soffrono, ma alla fine di 120 minuti terribili e dei rigori esorcizza il fantasma della Francia. Campioni, padroni del mondo. Marcello Lippi come Vittorio Pozzo ed Enzo Bearzot. E' la sublimazione del calcio. Un pagina scritta da un romanziere folle che all'ultimo capitolo inventa il finale più drammatico dopo una partita sofferta e sempre in bilico. I bucanieri di Domenech ammainano la loro bandiera e si arrendono defintivamente.
LA SFIDA - Marcello Lippi e Raymond Domenech confermano di essere due inguaribili sentimentali. Non cambiano nulla rispetto a Germania e Portogallo. Due scuole di pensiero a confronto, entrambe all'insegna dell'organizzazione. Ma Italia-Francia è anche dèja-vu, una sfida perennemente appesa alla fatalità, non a caso risolta dal dischetto del rigore. Quando Henry va a sbattere con la testa contro Cannavaro Domenech fa scaldare subito Trezeguet e Wiltord, due incubi notturni dell'Italia. I due avvoltoi della finale di Rotterdam. Quasi un esorcismo del c.t. francese. Ma il fuoriclasse dell'Arsenal non rinuncia alla sua finale. Si è sempre detto che la Francia è squadra tosta; un gruppo irriducibile che gratta gratta risolve i suoi problemi. Con il Portogallo ci è riuscita grazie a un rigore di Zidane. Perché non riprovare? Quando Malouda viene contrastato in area da Materazzi e Elizondo indica il dischetto del rigore, i Bleus alzano la cresta e annusano già l'aria dei Campi Elisi. Zizou dal dischetto va a sbattere sulla traversa, ma la palla ricade in rete.
LA REAZIONE - L'effetto sugli azzurri è devastante. Per una decina di minuti la Nazionale arranca, intrappolata in una paura giustificata. Ma, nonostante il preoccupante vuoto sulla fascia di Perrotta e la precarietà di Totti, piano piano gli azzurri ricuciono lo strappo e cominciano a giocare come sanno. Lippi lo ha sempre detto: questi sono ragazzi con un carattere straordinario. E il gol di Materazzi ne è la sintesi. Sull'angolo di Pirlo, il difensore salta almeno una decina di centimetri in più di Vieira e impallina Barthez: dall'inferno al paradiso. E' il gol che dà la carica. Gattuso è l'icona: l'uomo che va su tutte le palle, che morde le caviglie senza mai ferire. La Francia si fa sorprendere del gioco alto della Nazionale riducendo la sua portata di azione in attacco e favorendo il possesso di palla. Chiusi i varchi a Ribery e Henry, anche per Zidane tutto si complica: il capitano è grande, ma autogestirsi nel pressing azzurro è praticamente un'impresa. Un Italia migliore, senza ogni dubbio, e la traversa di Toni al 36' è il miglior biglietto da visita.
LIPPI CAMBIA - I due guizzi di Henry all'inizio della ripresa ribadiscono che la Francia ha sette vite. I Blues appaiono completamente trasformati. Divorano metri come saette. Giocano di prima, sfruttando la velocità di Ribery e Malouda e un evidente calo degli azzurri. Un'aggressione con tutte le regole che costringe i nostri centrocampisti ad arretrare per dare una mano a una difesa in affanno. Il primo cambio è di Domenech: fuori Vieira, infortunato, per Diarra. Lippi risponde con una doppia mossa coraggiosa e realista: De Rossi e Iaquinta per gli stanchissimi Totti e Perrotta. Un 4-3-3 con gli esterni in attacco (l'udinese e Camoranesi) molto larghi e Pirlo più avanzato. Ma è sempre la Francia a impressionare di più. Dopo il gol annullato al marmoreo Toni per fuorigioco, Buffon dice di no a Henry. Niente di trascendentale, ma con gli azzurri chiaramente provati l'effetto è più evidente. E' durissima. Anche l'intraprendenza dei transalpini si esaurisce. Finita la benzina ora serve il cuore. Lippi gioca quindi l'ultima carta: Del Piero per Camoranesi. La Francia tenta l'ultimo assalto, l'Italia si difende e i supplementari diventano inevitabili. Alla Francia il cuore batte di più. Costringe l'Italia a subire il suo gioco monotono, fino a sfiorare il gol con Ribery, che lascia per Trezeguet. I Bleus con due punte non possono che spaventare di più. C'è da morire. Buffon inventa la parata della vita sul colpo di testa di Zidane, ma è impensabile che sia il numero 1 azzurro a salvare da solo la patria. Esce Henry, acciaccato, ed entra Wiltord. L'orizzonte si fa buio, ma ci pensa Zidane, proprio lui, a rovinarsi immagine e Mondiale con un'indecente testata sul petto di Materazzi. Elizondo, dopo le giuste proteste degli azzurri, non può che espellere il francese. L'Italia non sfrutta l'uomo in più; gli uomini più freschi come Del Piero e De Rossi non incidono. Si va ai rigori. Ma la maledizione è finita.
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Inviato Luglio 08 2006, 23:30 Da Digital Snake® |
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| E' con piacere che annuncio l'avvenuto cambio di board da phpBB Mbmf a phpBBXS nella notte tra l'8 e 9 luglio 2006.
Ho deciso di adottare questa board phpBB moddata professionale per avere molte più funzionalità nell'amministrazione ma sopratutto per la partecipazione incentivata dagli innumerevoli strumenti offerti.
Ovviamente, siete tutti invitati ad assaggiare la board navigando un po' in tutto il forum, di modo che se riscontrate dubbi, incertezze, oppure errori e cose del genere me le potete segnalare ;)
Grazie a tutti 
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